mercoledì 2 novembre 2011

Nuovo parroco a Laconi



Mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, il 1 0ttobre 2011, ha nominato parroco di Laconi il nostro confratello P. Fabrizio Congiu, designato per questo ufficio dal P. Provinciale con il consenso del suo definitorio. Il 21 ottobre P. fabrizio ha preso possesso ufficialmente del suo nuovo incarico nel corso di una solenne concelebrazione presieduta dal vicario generale della diocesi, Mons. Umberto Lai, alla presenza di sacerdoti diocesani e di confratelli di diverse fraternità. P. Fabrizio Congiu è nato a Cagliari il 21.3.1978, ha emesso la sua professione temporanea il 09.09.2000, quella perpetua il 14.09.2003, ed è stato ordinato sacerdote il 12.04.2007. Licenziato a Roma in teologia Spirituale, insegna Spiritualità alla facoltà di teologia di Cagliari. Cappellano all’Ospedale S. Giovanni di Dio, lascia questo incarico per assumere quello di Pastore della Parrocchia di Laconi. a P. Fabrizio auguriamo un fecondo apostolato.

Il Foglio (Novembre 2011)


giovedì 27 ottobre 2011

A Laconi sulle orme di Sant’Ignazio:
“La nostra direzione è l’eternità”
di Sergio Nuvoli in Il Portico (30/10/2011)


Padre Fabrizio Congiu è il nuovo guardiano e parroco nelpaese del santo più amato.



Frate cappuccino, 33 anni, cagliaritano:
“Tutte le persone sono sacre, nessuno è così lontano da non sentire la chiamata di Dio”



UN FRATE CAPPUCCINO cagliaritano di 33 anni è il nuovo parroco di Laconi: si tratta di padre Fabrizio Congiu, che nei giorni scorsi è stato introdotto nella nuova sede da mons. Umberto Lai, vicario dell'arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna. Nato il 21 marzo '78 a Cagliari e prete dall'aprile 2007, il neoparroco collaborava finora con padre Emiliano nella cura degli ammalati tra le corsie del San Giovanni di Dio. Ora il nuovo incarico affidatogli dal Provinciale dei cappuccini sardi, padre Salvatore Murgia. Nel curriculum padre Fabrizio vanta tra l'altro gli studi per la specializzazione in Spiritualità all'Antonianum e un diploma di archivista dell'Archivio Segreto Vaticano conseguito nel 2008, oltre che periodi di studio all'estero (ha studiato anche alla Sorbona). Giornalista pubblicista, attualmente insegna in Facoltà teologica. Data davvero particolare per l'ingresso, coincidente con il sessantesimo anniversario della canonizzazione di Sant'Ignazio: “Quello di padre Fabrizio - ha detto padre Murgia presentandolo ai tanti laconesi presenti in chiesa - è un ingresso di servizio fatto nella preghiera. L'augurio è di consumare la sua vita dandosi completamente al paese”. Dopo il saluto del sindaco, Paolo Pisu, che ha assicurato “leale e correttorapporto istituzionale e personale” e definito Laconi la “piccola Assisi sarda”, il vicario di mons. Sanna ha sottolineato come “il parroco venga inviato alla comunità in nome di Dio e in nome della Chiesa. Cristo continua ad essere presente attraverso l'opera delle persone che operano nella Sua Chiesa: padre Congiu è un giovane sacerdote in continuità di fede, unità e comunione ecclesiale”. Ai fedeli del paese l'augurio “che possano incontrare in lui il Buon Pastore, un fratello che vi aiuti a scoprire Cristo presente nella vostra vita”. L'eco di parole sentite quattro anni fa quando,ordinandolo sacerdote, l'Arcivescovo di Cagliari Giuseppe Mani richiamò il concetto espresso da Giovanni Paolo II in “Dono e Mistero”, con le due dimensioni del sacerdozio: “dono”, perché da tutta l'eternità Dio ha pensato evoluto che Fabrizio diventasse suo sacerdote, e “mistero”, perché solo il Signore sa la grandezza, la profondità e la bellezza di questo dono”. Hanno concluso la celebrazione le parole del neoparroco, che esprimendo un profondo senso di gratitudine per “l'amore con cui Dio mi coinvolge da tanti anni, cercando di sciogliere la durezza del mio cuore”, ha accennato le linee pastorali incentrate sulla parola di Dio, sulla tradizione e sul Magistero. Un programma concreto ma anche impegnativo, per camminare sulle orme di Sant'Ignazio: “Tutte le persone sono sacre: nessuno è tanto lontano da non sentire la voce di Dio. La direzione della nostra strada - ha concluso padre Fabrizio - è l'eternità”.














sabato 28 novembre 2009

domenica 18 ottobre 2009

Ciao Beppe...



Da "Il Portico" (18/10/2009)

“Sorella Morte”, come la chiamava Francesco d’Assisi, è passata nel convento dei Cappuccini a Cagliari, e insieme a fratello Beppe, sono andati dal Padre, per continuare all’infinito quella vita già iniziata nel tempo. Il vangelo dell’ultima S. Messa alla quale fra Beppe ha partecipato diceva che non basta osservare i comandamenti per ereditare la vita eterna, ma occorre anche avere il coraggio e l’umiltà di lasciare ogni cosa, di vendere tutto e di seguire personalmente il maestro Gesù. Così abbiamo visto l’ultima volta fra Beppe, con lo zaino in spalla, pronto a partire. Ha preso appuntamenti con tanti, ma gli appuntamenti possono aspettare, seguire Gesù no, questo è un appuntamento che ha la priorità su tutti gli altri. Tante riunioni, tanti incontri e anche tanti scontri, tanta voglia di confrontarsi nella ricerca dell’unica Verità. La fede ci illumina, crediamo e sappiamo che la morte è stata vinta, eppure non ci sembra vero: ci hai lasciati. Hai amato tanti e tanti ti hanno amato, hai aiutato gli altri ad amare Dio, forse soprattutto attraverso il tuo prodigarti per il Beato Nicola. Tempo fa scrivevi: “Fra Nicola dinanzi ai rimproveri, le denigrazioni, le incomprensioni, le difficoltà, decide di aprire il Vangelo scoprendo che la pazienza richiede di vivere secondo il cuore di Dio che, parlando, dona il tempo all’uomo per una risposta, e attende che questa arrivi alla conversione. Il concedere il tempo di maturazione, di riflessione non è semplice impassibilità, ma è la lungimiranza del suo amore, un amore che «non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva» (Ezechiele 33,11). Dinanzi al sentire l’impazienza dell’umanità, Fra Nicola dice poche parole che cadono nella profondità del cuore di chi lo ascolta. Sono parole che richiedono il tempo della morte e della gestazione nel Vangelo per produrre l’unico frutto maturo della fede: la conversione” (Voce Serafica, 01/2009). Solo qualche mese fa parlavi di morte, una morte che arriva solo quando ci ha donato il tempo della risposta necessaria. Era un articolo sulla pazienza di fra Nicola, una pazienza che assomiglia tanto alla morte, perché la pazienza assomiglia alla morte spirituale, perché la pazienza secondo il cuore di Dio, è quel frutto della Grazia che si trasforma in Prudenza che sa aspettare, perché Egli vuole che ci convertiamo e viviamo. “Non è semplice impassibilità, ma lungimiranza del suo amore”, sono le tue parole, quelle che oggi ci lasci come tuo testamento. Tu hai avuto il tuo tempo, anche poche ore prima del tuo passaggio hai aperto il Vangelo per spiegarlo alla gente con la tua solita passione. Caro Beppe, ora che contempli faccia a faccia quell’Amore Paziente, prega per noi, per la nostra Provincia e per tutti quelli che ti hanno conosciuto, perché impariamo, sulle orme dell’Unico Maestro a comprendere sempre di più Dio che è Mistero, che è anche trascendenza. Abbiamo tanto bisogno di convertirci, di comprendere che Dio ci parla attraverso la fraternità, una fraternità ecclesiale, che è soprattutto Corpo Mistico di Cristo. A presto, caro Beppe, un abbraccio di cuore, ti voglio bene. Tuo fratello in Cristo, Fabrizio.

Costa d'Avorio - Settembre 2009

La mia prima e meravigliosa esperienza in Africa...due settimane intense dove ho incontrato i missionari Cappuccini della Costa 'Avorio, le Clarisse della Capitale Abidjan, le famiglie di città e dei villaggi, tanti tipi di ricchezza e tanti tipi di povertà


Qui celebravo la messa nel villaggio di Alepé. Il coro canta e balla, son vestiti tutti uguali e formano una coreografia che aiuta tanto la preghiera



Le Clarisse, alle quali ho parlato della Regola di san Francesco





I frati ai quali ho predicato gli esercizi spirituali. Venivano anche da diverse nazioni vicine, oltre gli italiani...



La famiglia del mio amico fra Zaccaria



Col mio amico fra Zaccaria



Le strade per raggiungere i villaggi dove i missionari portano l'annuncio di Gesù Cristo



Come si presentano le strade dei villaggi...



Anche se siamo in città, le condizioni di lavoro sono molto precarie



Un minareto in un piccolo villaggio. La maggioranza della popolazione è musulmana, un 5% cattolico, e poi si denota la presenza di tante piccole sette

giovedì 25 giugno 2009

Nuova Tesi


Eccoci! Un'altra avventura è terminata: dopo Roma anche Parigi...Deo Gratias! E come sempre tante grazie anche a tutte le persone che hanno pregato e sempre pregano per me...!!!!

domenica 15 febbraio 2009

Parrocchia SS. Crocifisso



Quante gioie mi son date di vivere! Tra queste una bellissima esperienza nella parrocchia cagliaritana di SS. Crocifisso nel quartiere di Genneruxi. Invitato a presiedere la messa dei bambini e dei giovani, ho potuto, per un'ora, godere del frutto del lavoro di due bravi sacerdoti che si chiamano entrambi don Alberto. Grazie a tutti voi e speriamo di rivederci presto...15 febbraio 2009...http://genneruxi7.spaces.live.com/default.aspx